lunedì 16 settembre 2024

 STRAFICHI😍😍

Qui l’albero del fico si chiama ficaia, e secondo me, al di là del nome, è uno spettacolo della natura. Rustica, maestosa fabbrica di delizie… cresce anche nei luoghi più inospitali senza problemi… qualche anno fa ce n’era una pianta anche nel campanile della chiesa principale… era cresciuta un bel po’quando alla fine l’hanno tolta😂…

Quest’anno il meteo è stato avverso un po’ per ogni cosa, e purtroppo anche per i fichi, che non si sono generati in quantità notevole, o sono caduti senza maturare… ma una pianta non fallisce mai: è quella di Antonella e Gianfranco, che ogni anno ne produce a quintali( e non credo di esagerare)… e io ho la fortuna di essere un’amica e di poterne usufruire❤.

Oltre alla tradizionale marmellata e ai fichi secchi, da anni faccio una ricetta che mi fu data mezzo secolo fa da “Sira del Piombato”( per chi è della zona e l’ha conosciuta) e che ho ribattezzato “STRAFICO”.

Non è più il momento dei fichi italiani, ma si può iniziare a sognare quelli del prossimo anno🙃…




Mettiamo in una casseruola bassa e larga 1 kg di zucchero e un bicchiere di aceto bianco, si accende a fuoco basso e si fa sciogliere…

Si mettono i fichi in un solo strato e si fanno cuocere lentamente, girandoli ogni tanto con delicatezza in modo che tutto il frutto sia bagnato…

Quando sono appassiti, si spegne il fornello e si lasciano raffreddare , con coperchio …

Dopo qualche ore, o anche il giorno dopo, sci tolgono i fichi con una schiumarola e si mettono a scolare(il liquidò si recupere)…

Si scalda di nuovo il liquidò che è diventato sciropposo e si mettono di nuovo i fichi…

Si ripete l’operazione di prima due o tre volte, a gusto nostro.

Se non si usa subito, si mette in vasi di vetro e si pastorizza facendoli bollire nei vasi, anche se si manterrebbe anche senza bollitura, vista la quantità di zucchero e aceto!!!

Si mangiano tali e quali, o si servono con una crema all’uovo e fino liquoroso…


Si può fare la crema  a bagnomaria, mettendo tuorli , zucchero, vino bianco e vino dolce…

Io uso  il mio fedele robot da cucina😃😠



lunedì 16 febbraio 2015

STRUFFOLI, CHIACCHIERE, CROGETTI, CENCI...LEGGERI... O QUASI...!

Tanti nomi diversi per indicare dolci di pasta fritta e condita con zucchero o miele, tipica di Carnevale. Io gradisco molto  questo tipo di dolci, anche se ho dovuto constatare più volte che, nonostante l'apparenza invitante e leggera, spesso , all'assaggio, si rivelano dei mattoni: se hai la fortuna di riuscire a masticarli, poi ti rimangono nello stomaco per ore... Per questo  motivo ho sperimentato a lungo, chiedendo e modificando ricette, per ottenere un prodotto leggero, friabile, irresistibile! si può fare semplicemente, con una sfoglia di uova, farina e succo di arancia, tirata sottile e fritta velocemente... questa che presento

venerdì 13 febbraio 2015

PANE BURRO E ACCIUGHE




Non è una ricetta, talmente è facile la sua preparazione! E' un suggerimento, rivolto a chi già lo conosce ma non lo assaggia da un po', e magari ( chissà...) , per chi non lo ha mai assaggiato!
La velocità di esecuzione ( e nella consumazione!) è un ulteriore elemento di positività...


COSA SERVE:

  • ACCIUGHE SOTTO SALE
  • PREZZEMOLO
  • AGLIO
  • PEPERONCINO A PIACERE
  • ACETO ROSSO
COME SI FA:
  • si toglie la lisca alle acciughe
  • si lavano i filetti con l'aceto e si asciugano
  • si fa un pesto di prezzemolo , aglio e peperoncino in dosi a piacere
  • si coprono di olio ( meglio se si lasciano insaporire almeno qualche ora)
  • si abbrustolisce il pane
  • si passa un velo di burro con pane ancora caldo
  • si appoggiano i filetti di acciuga
  • si mangia con appetito, che se non c'è.. viene !!!


mercoledì 11 febbraio 2015

SPAGHETTI ALLA CHITARRA AL NERO DI SEPPIA

Eccoci di nuovo qua, dopo quasi un anno di latitanza.. un periodo in cui hanno preso il sopravvento le urgenze quotidiane e la stanchezza serale... ma di tempo per cucinare ne abbiamo trovato sempre! :) 
Oggi

LAMPREDOTTO IN INZIMINO


Fino a pochi anni fa non sapevo cosa fosse il lampredotto; vedevo questo nome, nuovo per me, scritto su furgoni di venditori ambulanti, qua e là per  Firenze e dintorni... mi chiedevo cosa fosse, ma passavo sempre di fretta per scoprirlo, finché un giorno ho deciso di trovare il tempo per indagare, considerato che avrebbe potuto valerne la pena... Le notizie raccolte mi hanno fatto sapere che era una specie di trippa , il quarto stomaco del bovino, l'abomaso. Io adoro la trippa, quindi ho trovato le informazioni assai interessanti.. e sono passata all'assaggio "consapevole" :) .Il primo panino