Ho imparato a cucinare il cinghiale nel lontano '78, osservando Maria, una mia amica moglie di un cacciatore, che lo preparava spesso con risultati eccellenti e che mi ha passato la ricetta...
Lo cucino raramente, in particolare per alcuni dei miei amici che lo gradiscono in modo particolare.
Cucinare il cinghiale non è un'attività qualsiasi: richiede tempo, pazienza, attenzione e la capacità di usare vista, gusto e olfatto insieme alla procedura richiesta dalla ricetta, per "aggiustare il tiro" nel caso in cui la carne selvatica presentasse dei difetti.... per difetti intendo , in particolare, l'eventuale presenza dell'odore di "selvatico", difficile da togliere e assolutamente non piacevole...
Devo dire che in tutti questi anni solo tre o quattro volte ho riscontrato questo problema, che non è stato facile risolvere...
Quando decido di cucinare carne di cinghiale, fornita da amici cacciatori o dal mio babbo che va anche lui a caccia( solo di cinghiale), uso sempre una quantità abbondante di carne, due o tre kg, in modo che se avanza ( avanza!) la metto nei vasi di vetro e la faccio bollire, per averne pronta per un'occasione inaspettata.
QUESTI GLI INGREDIENTI:
- polpa di cinghiale a pezzetti, circa due kg e mezzo
- lardo di buona qualità, due hg
- olio extravergine di oliva, abbondante
- misto di: salvia, rosmarino,aglio, timo, santoreggia,maggiorana ( ciascuno usa ciò che ha o che gli piace, ma secondo me sono indispensabili aglio , salvia, rosmarino e timo), in quantità esagerata...
- concentrato di pomodoro 3 cucchiai
- polpa di pomodoro 1 l
- vino rosso robusto,due bicchieri
- peperoncino piccante a piacere
- mezzo bicchiere di aceto rosso ( meglio se fatto in casa)
- sale grosso e pepe q b
- acqua q b
COME SI FA
