Visualizzazione post con etichetta toscana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta toscana. Mostra tutti i post

venerdì 13 febbraio 2015

PANE BURRO E ACCIUGHE




Non è una ricetta, talmente è facile la sua preparazione! E' un suggerimento, rivolto a chi già lo conosce ma non lo assaggia da un po', e magari ( chissà...) , per chi non lo ha mai assaggiato!
La velocità di esecuzione ( e nella consumazione!) è un ulteriore elemento di positività...


COSA SERVE:

  • ACCIUGHE SOTTO SALE
  • PREZZEMOLO
  • AGLIO
  • PEPERONCINO A PIACERE
  • ACETO ROSSO
COME SI FA:
  • si toglie la lisca alle acciughe
  • si lavano i filetti con l'aceto e si asciugano
  • si fa un pesto di prezzemolo , aglio e peperoncino in dosi a piacere
  • si coprono di olio ( meglio se si lasciano insaporire almeno qualche ora)
  • si abbrustolisce il pane
  • si passa un velo di burro con pane ancora caldo
  • si appoggiano i filetti di acciuga
  • si mangia con appetito, che se non c'è.. viene !!!


mercoledì 11 febbraio 2015

LAMPREDOTTO IN INZIMINO


Fino a pochi anni fa non sapevo cosa fosse il lampredotto; vedevo questo nome, nuovo per me, scritto su furgoni di venditori ambulanti, qua e là per  Firenze e dintorni... mi chiedevo cosa fosse, ma passavo sempre di fretta per scoprirlo, finché un giorno ho deciso di trovare il tempo per indagare, considerato che avrebbe potuto valerne la pena... Le notizie raccolte mi hanno fatto sapere che era una specie di trippa , il quarto stomaco del bovino, l'abomaso. Io adoro la trippa, quindi ho trovato le informazioni assai interessanti.. e sono passata all'assaggio "consapevole" :) .Il primo panino

giovedì 3 aprile 2014

Insalate di campo


La pioggia degli ultimi mesi, alternata a giornate di sole tiepido, è stata la  premessa per lo sviluppo rigoglioso di quelle che da noi si chiamano "erbe di campo" , o insalate... 
In famiglia è sempre stata una festa organizzare un pomeriggio in campagna per passeggiate  con lo scopo di fare mazzolini di viole, primule, anemoni da mettere in casa... nell'occasione non poteva mancare una ricca raccolta di erbette varie, da pulire poi con calma alla sera, a casa, parlando fra noi.
Ne conosco molti tipi, ma ho la predilezione per alcune di esse destinate all'insalata cruda.
Sono il terracrepolo, la gallinella, la pimpinella, il raperonzolo..

 

terracrepolo (Reichardia picroides):
la trovo in terreni argillosi e calcarei al di sotto dei 600 m,in campi e scarpate, nei vigneti, vicina alle ginestre... è un'erba quasi grassa, piacevole, non amara.

pimpinella (Sanguisorba minor): 
Qualcuno la chiama "erba noce" , perché il suo sapore ricorda questo frutto... è il tocco finale di una misticanza speciale, ma non va usata in modo preponderante, perché non copra gli altri sapori.

raperonzolo (Campanula rapunculus):
Sempre più difficile da trovare, cresce nei luoghi umidi, ai bordi delle strade, nelle scarpate, in terreno sciolto o misto d argilla. si caratterizza da foglie lisce, ovali, dolci... presenta una radice chiara, deliziosa al palato, che la rende facilmente riconoscibile... dal momento che la raccolta prevede l'estirpazione della pianta intera, è preferibile lasciare sempre alcuni esemplari nel luogo di raccolta, per non compromettere la riproduzione.




gallinella o ceciarello(Valerianella locusta):
La più amata, la più dolce, la più tenera... rinasce, anno dopo anno, solo in terreni sciolti e preferibilmente lavorati annualmente... orti, vigneti, oliveti...

Un insalata mista con olio " buono", poco sale, e abbinata a un uovo sodo fresco, è una delle migliori soluzioni per un pasto fresco e sano di primavera...

sabato 4 maggio 2013

FIORI DI ACACIA FRITTI


Con mia nonna aspettavamo con ansia che fiorissero le acacie; nel viale dove abitavamo ne crescevano decine.Oltre ad essere buonissimi, i fiori avevano il grande pregio di non costare nulla, e per quei tempi ( anche per i nostri tempi) e con la nonna di origine genovese, era assolutamente un valore aggiunto importante...
 In realtà quella che noi chiamiamo acacia è una robinia, la Robinia pseudoacacia(falsa acacia, appunto)...Aggiungo che se fosse per me non ce ne sarebbe nemmeno una pianta in Italia: inserita selvaggiamente con il compito di consolidare le scarpate franose, ha poi preso il sopravvento con la sua crescita strisciante sotterranea, che la fa rispuntare ovunque,anche nelle tubature delle case, anche a buona distanza dalla pianta originaria...bella durante la fioritura, non lo è altrettanto negli altri periodi dell'anno.. Beh
... era stata "progettata" per nutrire le giraffe... e qui di giraffe non se ne vedono....Ma.... veniamo al lato positivo: il fiore fritto, dolce o salato, è una delizia!!! Provare per credere... Non ho ancora conosciuto, fra tutti quelli che lo hanno assaggiato, qualcuno che la pensasse diversamente, adulti e bambini...
Semplicissimo da fare, si segue il procedimento che si usa per friggere i fiori di zucca.. ognuno ha la propria pastella preferita... io posto la mia... la più frequente... ogni tanto faccio variazioni...

  1. SI RACCOLGONO I FIORI, APERTI, POSSIBILMENTE AL MATTINO...SI LAVANO E SI SCOLANO


2. SI PREPARA LA PASTELLA CON ACQUA FREDDISSIMA , FARINA E SALE


77
...FINO AD OTTENERE LA DENSITA' DELLO YOGURTH...


3.SI IMMERGONO I FIORI NELLA PASTELLA
 



4. ... SI FRIGGE IN OLIO ABBONDANTE




5.SI SCOLANO E SI ASCIUGANO IN CARTA ASSORBENTE

 GUSTARE CALDI... 
P.S.: secondo me sono migliori salati, proprio come i fiori di zucca... ma chi lo gradisce, elimina il sale nella pastella e rotola i fiori appena fritti nello zucchero

info: si può fare lo stesso procedimento con i fiori di sambuco, con risultati molto simili...

sabato 30 marzo 2013

PESCHINE DOLCI



Solo poche volte ho assaggiato "peschine", così piacevoli: dolci al punto giusto, profumate, morbide! Spesso, infatti, mi capita di vederne di bellissime, ma assaggiandole scopro che sono dure  come  mattoni...
Me le insegnò Milena, a Montenero, negli anni 80, offrendomi un vero "corso di aggiornamento" a casa sua.... Dimenticavo: veloci! Ieri sera in un'ora e mezzo ho fatto e cotto tutto: crema pasticcera, cioccolata, "pesche"...
Passo la ricetta, dose per 18-20 "peschine"(quindi 36-40 palline)

  1. Prima accendo il forno a 200 e metto in un vassoio: 
  • 30 g di burro morbido
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova intere e un tuorlo


2. mescolo velocemente e...


 3....unisco 250 g di farina setacciata con una bustina di lievito istantaneo per dolci

 

4. per ottenere velocemente un impasto morbido, ma lavorabile con le mani



5. si fanno rotolare fra le mani pezzettini di impasto per formare palline più possibile uguali, lisce, della dimensione di una piccola noce... in una normale teglia da forno ce n'entrano 25... su carta da forno o teglia imburrata e infarinata...

6. si abbassa la temperatura del forno a 190 e si inforna per 12 minuti ( fare delle prove perché da un forno all'altro può esserci differenza)

7. le palline si gonfiano  e si cuociono... quando si tolgono non devono sembrare ben cotte, ma ancora un po' morbide... induriscono freddandosi...


8. si svuotano con un coltello appuntito o con un cucchiaino sottile 


9.si riempiono le "mezze peschine"...

10. si formano le coppie...



11. si affogano in alkermes e acqua (2 parti di alkermes e una di acqua)
 13. si rotolano nello zucchero

 14. si guardano con soddisfazione sistemate in vassoi... se possibile, guarnire con foglie di pesco vere... ma solo in estate ovviamente...



15. si mangiano e si offrono.... attenzione... una tira l'altra!!!















giovedì 28 marzo 2013

SCHIACCIA DI PASQUA

La schiaccia di Pasqua è un dolce poco dolce, poco soffice, profumato di anice, adatto ad essere inzuppato nel latte o mangiato insieme a pezzi di cioccolato ( magari dell'uovo di pasqua). Nato in periodi di povertà generale ( quindi adatto anche oggi...), prevede l'uso di molte uova, di un po' di grasso ( in origine lo strutto), zucchero, liquore, anice e un latticino...Si usava  un po' di "scotta", il siero rimasto dopo la lavorazione del formaggio e della ricotta, ma oggi è praticamente impossibile da reperire... 
La ricetta che posto oggi è una versione veloce, ma buona e fedele all'originale, che prepara sempre mia figlia Marta... Se troverò il tempo, stasera passerò invece la ricetta originale, lunga lunga, ma divertente... non si sa mai quando lievita.. Quando ero piccola mi ricordo che per far lievitare le schiacce, mia nonna le metteva nel letto,  col "prete"( una struttura di legno a cui si appendeva lo scaldino con la brace)... poi, andavano controllate spesso perchè non dovevano passare di lievitazione... non appena erano belle gonfie, si correva al forno del paese ( il fornaio era stato allertato e ci aspettava!! :) )a farle cuocere.... era un rito... Ricordo che mia nonna una volta mi ha svegliato alle 4 di mattina perchè le schiacce erano "lievite"... e anche io ho partecipato al viaggio verso il forno portando la mia schiaccia da cuocere...
Purtroppo le schiacce che si trovano in giro oggi, tranne pochissime eccezioni, dell'originale hanno solo il profumo... per il resto sono simili a qualsiasi altro dolce, soffice e dolce... peccato...
QUESTA LA RICETTA:

se abbiamo lo strutto si sostituisce al burro, e la scotta  si sostituisce allo yogurth, ma ho molti dubbi su questa possibilità....





SI CUOCE A 170 PER CIRCA UN'ORA, COPRENDO CON ALLUMINIO PER NON FAR BRUCIARE
 La versione scura si ottiene pennellando la superficie prima con latte, poi con uovo sbattuto....






 Per me il massimo è mangiarla con cioccolato fondente freddo...









sabato 9 febbraio 2013

BIETOLE E FAGIOLI IN PADELLA DI FERRO

L'ho sempre vista preparare dal mio babbo, originario di Poggio Murella, vicino a Saturnia.. in quella zona della campagna toscana era usuale preparare così le bietole, che non mancavano mai tra i filari di viti e diventavano selvatiche, continuando a rinascere dai loro stessi semi, anno dopo anno...
Protagonista di questa preparazione rustica, economica e appetitosa non è un ingrediente particolare, ma il materiale in cui viene cucinata: il ferro.... Non si pensi che la scelta del materiale sia un particolare di poco conto... gli alimenti, a contatto con i diversi tipi di pentole, padelle, tegami, hanno reazioni chimiche diverse, modificando significativamente i sapori... il ferro è ottimo per friggere e preparare zuppe di carne o verdura...
Per gli scettici consiglio una prova: cucinare la stessa pietanza nello stesso identico modo, con gli stessi ingredienti, ma usando due tegami diversi, per esempio acciaio e ferro... Provare per credere! Cambia la cottura, il sapore, il colore!

per preparare le bietole con fagioli occorrono ( chi lo avrebbe mai detto???), prima di tutto,
  • bietole (possibilmente biete erbette, o bietole di vigna, inselvatichite, con la costola rossiccia; in mancanza, qualsiasi tipo va bene)
  • fagioli del tipo preferito, freschi o secchi e già tenuti in ammollo ( ho dimenticato la foto)
  • pomodori
  • concentrato di pomodoro
  • olio
  • aglio abbondante
  • peperoncino piccante
  • sale grosso


COME SI FA
Si inizia con olio ed aglio abbondanti in una padella o tegame di ferro, a fiamma vivace, insieme a tante bietole  ( fino al bordo del tegame) crude tagliate grossolanamente, con coperchio, girando spesso...
Appena sono ben appassite, si aggiunge acqua calda e i  fagioli , un cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro e 4 o 5 pomodori freschi o pelati. acqua  in quantità tale da coprire tutto...
Si riporta a bollore e si mette il sale grosso.. si lascia cuocere a fuoco allegro, controllando il livello dell'acqua e aggiungendo acqua calda se occorre...
Dopo un'oretta controllare il sale e aggiustare, unire il peperoncino a piacere e continuare la cottura...
Quando  i fagioli risultano quasi cotti, si toglie il coperchio e si finisce la cottura a tegame scoperto.
Ci vuole almeno un'ora e mezzo, ma non ha bisogno di molta assistenza... l'importante è essere in casa...

IMPORTANTE
  1. Appena terminata la cottura, la preparazione va trasferita in un contenitore adatto, non deve raffreddarsi nel ferro
  2. La padella va lavata velocemente, asciugata bene mettendola anche sul fuoco per non lasciare traccia di umidità, quindi va unta con olio d'oliva distribuito con una carta da cucina e riposta all'asciutto, per evitare la ruggine...
Si serve o come secondo piatto o come zuppa insieme a crostini di pane.. o su crostoni.... Provare!!!
















lunedì 14 gennaio 2013

PAPPARDELLE AL CINGHIALE

Il sugo di cinghiale è adatto soprattutto per condire pasta all'uovo fresca, in particolare pappardelle( tagliatelle larghe un paio di cm)... non è cucinato nello stesso modo di quello ai profumi del mediterraneo ma di profumi ce ne sono anche di più...
Si usa la carne scelta dai migliori pezzi del cinghiale, frollata tre o quattro giorni in frigo o, meglio, congelata e decongelata per averla più tenera, disossata e trattata ( far fare l'acqua mettendola a pezzetti a fuoco bassissimo, coperta, finché non ha eliminato la sua acqua che può avere sapore di selvatico).


COSA SERVE:

  • 1,5 KG DI CARNE A PEZZETTI PICCOLI( una parte si può macinare,ma almeno metà si taglia a punta di coltello)
  • MIX DI SALVIA, ROSMARINO, TIMO,CAROTE, CIPOLLE, SEDANO,SCALOGNO, AGLIO, ALLORO (TANTISSIMI)
  • VINO ROSSO Q B
  • CONCENTRATO DI POMODORO 3 CUCCHIAI
  • PASSATA DI POMODORO 1 L
  • ACETO CIRCA MEZZO BICCHIERE
  • TRE SPICCHI D'AGLIO
  • PEPERONCINO
COME SI FA: